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Cinque spettacoli per la stagione teatrale estiva dell’Auditorium Ferrari di Maranello curata da Ater Fondazione

Scritto da il 17 Giugno 2021

Mazzariello-Bosso (foto di Paolo Soriani)

Cinque spettacoli per la ripartenza dopo la lunga chiusura causa pandemia, una stagione estiva all’aperto organizzata da ATER Fondazione in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Maranello all’insegna del teatro di qualità, anche per le famiglie. Dal 22 giugno al 1°agosto, sul palco allestito in piazzetta Mandela, si potrà finalmente tornare a godere delle performance dal vivo nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza e di contenimento del Covid-19. Protagonisti degli spettacoli – uno di prosa, uno di musica e uno tra prosa e musica – saranno nomi noti e molto amati dal pubblico come Simone Cristicchi che porta sotto i riflettori un episodio dimenticato della storia d’Italia, Mario Perrotta con un omaggio ad Antonio Ligabue e Fabrizio Bosso assieme al pianista Julian Olivier Mazzariello. Ci sarà spazio anche per due interessanti spettacoli per tutta la famiglia.

Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.30, biglietto unico 10 euro, 5 euro per gli spettacoli per i ragazzi.

“L’estate di Maranello rappresenta una ripartenza in grande stile – sottolinea il direttore di ATER Fondazione Roberto De Lellis – 5 i titoli in programma, di cui 2 per tutta la famiglia, che finalmente consentono agli spettatori di ritrovare quegli artisti che non hanno incontrato lo scorso inverno.La scelta ha privilegiato generi diversi, per toccare tutta la possibile gamma offerta dallo spettacolo dal vivo. I due spettacoli scelti per i ragazzi – costretti quest’annoa casa e all’abbandono di ogni forma di socialità – privilegiano proprio il rafforzamento del tema della relazione, fondamentale per riprendere il contatto con la vita in tutta la sua pienezza. L’estate maranellese è, insomma, un ritorno al futuro, una riapertura che guarda con fiducia all’incontro con l’altro, nella consapevolezza che il teatro è luogo indispensabile, non solo per il rafforzamento del pensiero critico, ma soprattutto per riscoprire l’importanza della relazione fra esseri umani”.

“Voglio ringraziare Ater per lo straordinario lavoro fatto per la ripartenza della stagione estiva a Maranello”, è il commento dell’assessora alla Cultura Mariaelena Mililli, “un impegno che contribuisce ad arricchire il nostro cartellone delle proposte estive con spettacoli di grande qualità rivolti a tutti, e con prezzi assolutamente accessibili. Continuiamo a credere nell’arte e nella cultura come veicoli di crescita della comunità, anche e soprattutto in periodi complicati come quello che stiamo vivendo”.

 

Si parte martedì 22 giugno con il ‘racconto per voce, parole e immagini’ “Esodo”di e con Simone Cristicchi. Al Porto Vecchio di Trieste c’è un ‘luogo della memoria’ particolarmente toccante: il Magazzino n.18. Racconta di una pagina dolorosa della storia d’Italia, di una complessa vicenda del nostro Novecento mai abbastanza conosciuta, e se possibile resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria è stata affidata non a un imponente monumento ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Nel porto vecchio di Trieste, il Magazzino n.18 conserva sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli, ogni bene comune nello scorrere di tante vite interrotte dalla storia, e dall’Esodo: con il Trattato di Pace del 1947 l’Italia perse vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero – davanti a una situazione dolorosa e complessa – di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale e quanta sofferenza intere famiglie impacchettarono le loro cose lasciandosi alle spalle le case, le città, le radici. Davanti a loro difficoltà, paura, insicurezza, e tanta nostalgia.

 

Venerdì 2 luglio ecco il primo spettacolo per tutta la famiglia: “Il lungo viaggio del coniglio Edoardo” di e con Maurizio Casali e Mariolina Coppola, liberamente tratto dal libro per ragazzi ‘Lo straordinario viaggio di Edward Tulane’ di Kate Di Camillo. Edoardo è un coniglio di porcellana.Vive in una bella casa, è amato e coccolato dalla sua padroncina, Violetta, ed è viziato dai genitori di lei, alla stregua di un vero coniglio. Poiché si ritiene una creatura eccezionale, ad Edoardo sembra tutto dovuto, amore e premure, ma uno sfortunato viaggio in crociera sconvolgerà per sempre la sua comoda vita. Precipitato in acqua dal parapetto della nave, sprofonda giù, giù, e quando si crede ormai perduto resta impigliato nella lenza di un pescatore che lo porta a casa dalla moglie. Questa sarà la prima “adozione”: gli viene cambiato nome e identità, diventa Susanna e per un po’ ritrova il piacere di una casa e degli affetti. Per un po’, perché la vita ha in serbo per lui altre perdite ed altri ritrovamenti. Fino a quando finirà con la testa rotta sul bancone di un negozio di bambole antiche dove aspetterà a lungo esposto sullo scaffale che qualcuno lo venga a comprare.Ma ad Edoardo non interessa essere comprato.La vita lo ha messo a dura prova: ha conosciuto l’amore e più volte l’ha perduto ed ora non gli importa più di nulla. Ma qualcuno alla fine verrà.

 

Martedì 5 luglio Mario Perrotta è interprete e regista di “Un bés – Antonio Ligabue”. Uno spettacolo intenso ed emozionante sulla figura di uno degli artisti italiani più controversi del Novecento, un pittore e uno scultore che ha vissuto una esistenza ai margini della società. Ed è soprattutto su questo intreccio tra arte e vita su cui lavora Perrotta. “Un bès… Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi.” Provo a chiudere gli occhi – sottolinea l’artista nelle note di regia – e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita- quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio, Neanche uno. Mai. Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto cheè comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai. E allora mi vedo – io, così come sono – scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada. Ecco, questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un’implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l’uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanitàe, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo, intanto, lo elemosinava. Voglio stare anch’io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori”.

Venerdì 16 luglio sul palco di piazzetta Mandela è di scena la musica con il concerto dal titolo “Tandem” che vede insieme il trombettista Fabrizio Bosso e il pianista Julian Olivier Mazzariello (foto). Ci sono due modi di fare le cose insieme: perseguire due strade parallele che portano alla stessa meta, oppure pedalare all’unisono. Quest’ultima è la scelta che hanno fatto Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, e il primo album dal titolo Tandem, pubblicato nel 2014, testimoniava questa unione, iniziata sul palco ma che trascende le regole delle classiche collaborazioni. In 17 anni il loro rapporto di fraterna amicizia e l’approccio con la musica totalmente libero dagli schemi accrescono il loro sodalizio, fino a farli diventare una sola voce. C’è tutta la loro intima essenza artistica in questo duo, un’essenza tangibile e immediata, a testimonianza del fatto che quando i loro strumenti si incrociano a farlo sono anche le loro anime. Quel che emerge nitidamente tra le note è un’intima complicità esecutiva, nonché un rodato interplay capace di sprigionare una notevole energia, tanto nei brani più carichi di brio e groove, quanto nelle ballad. Un viaggio magico, in una miscela di tensioni e distensioni, improvvisazioni magnifiche, lirismo ed energia pura, che catturerà l’ascoltatore in un suono incantevole.

Sarà un altro interessante spettacolo per bambini e famiglie quello in chiusura di cartellone domenica 1° agosto: “Storia di Fate, Ciliegie e Cavalieri Blu” di e con Roberta Castelluzzo, Linda Di Pietro e Alessandra Lanciotti. “…Noi siamo le fate delle storie e dobbiamo raccontare!” Tre fate strampalate vivono nella casa dove tutte le fiabe del mondo finiscono una volta scritte e hanno il compito di leggerle affinché non svaniscano. Sono tre fate buffe, allegre, combattive, capricciose e sognatrici. Le storie prendono forma in un’atmosfera incantata, in un luogo magico sospeso, a volte staccato da terra! In un luogo magico fatto di fogli bianchi, prenderanno forma personaggi buffi che incanteranno i bambini, ridisegnando con colori nuovi un mondo migliore. Lo spazio vuoto, arredato solo con tre cubi, si ridisegna di volta in volta per creare campi di battaglia, isole del tesoro e colline, attraverso la potenza evocativa della parola e del gesto teatrale. Le fiabe raccontate sono liberamente ispirate ad alcuni racconti di Roberto Piumini.

 

INFO E PRENOTAZIONI

Gli spettacoli si terranno in piazzetta Mandela antistante il MABIC in viale Vittorio Veneto, 5, 41053, Maranello (MO). In caso di pioggia gli spettacoli si terranno presso l’Auditorium Ferrari, via Nazionale, 78, Maranello.

Le prenotazioni si possono effettuale telefonando allo 0536/943010 o al 348/1544905; via mail all’indirizzo auditoriumferrari@gmail.com

Orari di apertura della biglietteria per prenotazioni e vendita biglietti: martedì e giovedì dalle 17.00 alle 19.30, mercoledì dalle 10.00 alle 12.30; il giorno di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio presso la biglietteria in piazzetta Mandela; online sul circuito Vivaticket www.vivaticket.it